La domenica del pianto

La domenica del pianto

Domenica, 29 marzo 2020

(testo tratto dalla registrazione, non rivisto dall’Autore che, per altro, non è madrelingua italiana).

 

Gesù aveva degli amici. Amava tutti, ma aveva degli amici con i quali aveva un rapporto speciale, come si fa con gli amici, di più amore, di più confidenza... E tante, tante volte sostava a casa di questi fratelli: Lazzaro, Marta, Maria ... E Gesù sentì dolore per la malattia e la morte del suo amico. Arrivò al sepolcro e si commosse profondamente e molto turbato domandò: “Dove lo avete posto?” (Gv 11, 34). E Gesù scoppiò in pianto.

Gesù, Dio, ma uomo, pianse. Un’altra volta nel Vangelo si dice che Gesù ha pianto: quando pianse su Gerusalemme (Lc 19, 41-42). E con quanta tenerezza piange Gesù!

Piange dal cuore, piange con amore, piange con i suoi che piangono. Il pianto di Gesù.

Forse, ha pianto altre volte nella vita, non sappiamo; sicuramente nell’Orto degli Ulivi.

Ma Gesù piange per amore, sempre.

Si commosse profondamente e molto turbato pianse. Quante volte abbiamo sentito nel Vangelo questa commozione di Gesù, con quella frase che si ripete: “Vedendo, ne ebbe compassione” (Cfr Mt 9, 36; Mt 13, 14). Gesù non può vedere la gente e non sentire compassione. I suoi occhi guardano con il cuore; Gesù vede con gli occhi, ma vede con il cuore ed è capace di piangere.

Oggi, davanti ad un mondo che soffre tanto, a tanta gente che soffre le conseguenze di questa pandemia, io mi domando: sono capace di piangere, come sicuramente avrebbe fatto (e lo fa pure adesso) Gesù? Il mio cuore, assomiglia a quello di Gesù? E se è troppo duro, anche se sono capace di parlare, di fare del bene, di aiutare, ma il cuore non entra, non sono capace di piangere, devo chiedere questa grazia al Signore. Signore, che io pianga con te, che io pianga con il tuo popolo che in questo momento soffre. Molti piangono oggi. E noi, da questo altare, da questo sacrificio di Gesù, di Gesù che non si è vergognato di piangere, chiediamo la grazia di piangere. Che oggi sia per tutti noi come la domenica del pianto.